Agricoltura

BUROCRAZIA: Nelle ultime legislature provinciali il fulcro del tema agricoltura è stata la sostenibilità: tutte le politiche del centrosinistra erano volte a creare un’agricoltura sostenibile. Nel fare questo però si sono dimenticati un fattore molto importante: i lavoratori. Attualmente chi lavora in agricoltura passa più tempo negli uffici dei vari sindacati (che spesso non sono nemmeno informati a sufficienza per rispondere alle loro esigenze) che nei propri terreni; questo sistema è causa di abbandono dell’agricoltura soprattutto da parte degli anziani e dei cosiddetti “agricoltori di seconda” che non hanno tempo per le attività lavorative visto il tempo richiesto dalla compilazione di moduli, documenti (quaderno di campagna) e invio delle fatture.

Nell’ambito di quello che è nostro tema fondamentale, ci impegniamo ad alleggerire il sistema burocratico nel mondo dell’agricoltura. Alleggerire non significa necessariamente implementare l’utilizzo di tecnologia. Negli ultimi anni ad esempio si è passati dal quaderno di campagna cartaceo a quello digitale. Questo ha causato non pochi problemi sia agli agricoltori (che spesso non sono stati formati a sufficienza), sia ai consorzi e alle cantine sociali che sono state costrette ad assumere nuovo personale per revisionare i trattamenti inseriti nel quaderno di campagna dagli agricoltori. Meno burocrazia e una maggiore preparazione degli addetti ai lavori porterà inevitabilmente ad un abbassamento dei costi sia nella produzione sia nella P.A. rendendo quindi maggiormente competitivo il prodotto Trentino.

MARCHIO UNICO: Il Trentino è terra di cooperazione ma è sicuramente anche terra di campanilismo. Questo problema, culturale, non si evidenzia solamente tra i piccoli paesini e le valli bensì tra i vari produttori (consorzi, cooperative ed aziende) che, ancora troppo spesso, si presentano alle fiere ed agli eventi di settore in modo disgiunto e caotico presentando un’immagine del Trentino di grande disorganizzazione. La grande quantità di capitali investiti dai produttori per partecipare a questi eventi ha pochi riscontri in quanto i consumatori vengono confusi dalla grande presenza di tutti questi attori su un palco che sarebbe in grado di dare una buona visibilità a tutti. Non solo, questo metodo tende ad inevitabilmente ad aumentare la spesa per la partecipazione agli eventi. Per questi motivi riteniamo sia necessaria la creazione di un marchio unico semplice e diretto all’interno del quale riunire tutte le diverse anime dei produttori Trentini.

L’utilizzo di un marchio unico riuscirà nell’intento di presentare il Trentino come territorio unito dove produttori grandi e piccoli vengono valorizzati e dove la caratterizzazione del prodotto risulta essere, assieme all’utile ricavato, elemento di primaria importanza.
La creazione di un unico marchio sotto il quale riunire tutte le anime dei produttori trentini presenterebbe una forte immagine di unità che, per esempio, nei rapporti con la GDO (grande distribuzione organizzata), potrebbe far pendere l’ago della bilancia dalla parte della compagine Trentina con relativo guadagno per gli agricoltori trentini.

FAVORIRE IL PASSAGGIO DA PRODUZIONE CONVENZIONALE A PRODUZIONE INTEGRATA VOLONTARIA, BIOLOGICA E BIODINAMICA:
Negli ultimi anni grazie alla ricerca siamo stati testimoni di un cambiamento: dal netto prevalere di un’agricoltura di tipo convenzionale (quindi legata alla lotta a calendario o alla lotta guidata) si sta lentamente passando ad una produzione integrata obbligatoria (viste le disposizioni del piano di azione nazionale P.A.N. ). Molte aziende sono in fase di conversione alla lotta biologica e alla lotta biodinamica (lotta che si basa sui principi di Steiner).
Il lavoro svolto ha dato sicuramente una svolta all’agricoltura mondiale ma c’è ancora molto da fare.
Attualmente la maggior parte degli agricoltori trentini non sono invogliati alla conversione verso la produzione integrata volontaria (questo tipo di lotta assomiglia alla lotta integrata ma prevede maggiori restrizioni sui tipi di prodotti utilizzabili), biologico e biodinamico a causa dei grandi rischi e del fatto che la remunerazione del prodotto (soprattutto a causa di un mercato che chiede ancora un prodotto solo esteticamente perfetto) non è poi così vantaggiosa.
Noi crediamo che (anche in accordo con quanto previsto dalla politica agricola comunitaria P.A.C.) sia importante, soprattutto per le nuove generazioni, favorire il passaggio ad un’agricoltura più sostenibile rispetto l’attuale. Per fare questo non solo sarà necessario educare le nuove generazioni ad un consumo ragionato del cibo (limitando così gli sprechi) bensì anche attraverso l’educazione dei futuri agricoltori. Tale passaggio sarà reso ancora più efficace se riusciremo ad implementare gli investimenti nella ricerca così da rendere il nostro territorio punto di riferimento per l’agricoltura del futuro. 

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