La prima definizione di "politica" risale ad Aristotele ed è legata all'etimologia del termine; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis"(città) per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.

Siamo un gruppo di persone appartenenti al centro destra autonomista che vuole tornare a fare Politica per il bene del Cittadino senza posizioni ideologiche preconcette o interessi personali ma con chiara visione prospettica della nostra società del futuro. Del nostro gruppo fanno parte donne e uomini di diverse età e diverse esperienze lavorative, dal libero professionista al dirigente d'azienda, dal dipendente della Pubblica Amministrazione allo studente. 

Le ultime elezioni locali in Italia ci rendono una situazione preoccupante che vede l'astensionismo come elemento di spicco e cioè la disaffezione del Cittadino dalla "Politica" come espressione elevata del termine stesso; il perché di tutto questo riteniamo sia dovuto alla latitanza di programmi in tutti gli schieramenti. Alcuni, anche nel centro destra, ritengono che lo "slogan" sia un'arma efficace per attrarre elettori (sia chiaro che anche lo slogan è parte della politica); noi, di contro, riteniamo che la politica dell'attacco incondizionato e degli slogan siano il virus che tiene i Cittadini lontani dalle urne, o quantomeno che lo slogan sia il sunto di una posizione dettagliata e articolata.

Ciò che ci accomuna è quindi il metodo di lavoro che prevede l'analisi del problema che poi si espleta in una proposta.  Le nostre diverse competenze ci pongono nella condizione migliore per poter affrontare la gestione della Pubblica Amministrazione con dovizia e senza che le ideologie o gli interessi personali, come detto, possano far pendere l'ago della bilancia verso decisioni non utili al Cittadino.

Il bene della "polis" prima di tutto e quindi il bene dei Cittadini.

Il nostro obbiettivo principale è il rilancio dell'economia attraverso una significativa semplificazione, quindi senza, ove possibile, "stringere" sui servizi resi al Cittadino.  Non è quindi togliendo servizi o licenziando il personale che si abbassa la spesa Pubblica ma migliorando la macchina burocratica; il miglioramento avviene attraverso uno snellimento della stessa. Lo Stato deve garantire il rispetto delle regole, di contro non deve porre in essere un sistema volto ad impedire la generazione dell'impresa e quindi del lavoro.  

Impossibile oggi eliminare con un colpo di spugna i legacci burocratici esistenti imposti spesso da Stato e EU. Sarebbe utopia e fors'anche menzogna. Ma la PA deve, in un quadro di semplificazione, creare uno strumento di aiuto al cittadino (sportello unico o simili) per guidarlo nel mare Magno delle varie competenze amministrative.

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