Autonomia

Come ormai noto il 22 ottobre si è tenuto il referendum consultivo in Lombardia e Veneto per capire se e quanto i cittadini di queste regioni vogliano o meno l’Autonomia. Alla maggior parte delle persone tutto questo suona come un punto a favore anche per la nostra Autonomia che, ben inteso, rimane tale ma rischia, se non in presenza di un governo provinciale forte, capace e competente, di annaspare economicamente e rimanere schiacciata tra la Provincia di Bolzano e le due Regioni confinanti (Lombardia e Veneto) qualora eventuali future modifiche alla Costituzione decretassero l’inizio del federalismo.

La gestione di un’operazione piuttosto semplice come la realizzazione del NOT ci dice che purtroppo la classe dirigente locale non è al massimo dello splendore; il governatore Rossi ha ragione a prendersela con la burocrazia ma non è una novità che essa possa essere un ostacolo. I problemi vanno prima di tutto previsti e successivamente risolti.

Il forte prelievo fiscale, la burocrazia, lo sperpero di denaro pubblico e le altre azioni che negli ultimi anni hanno contraddistinto il governo del centro sinistra pseudo-autonomista ci pongono (purtroppo) in una condizione di sudditanza nei confronti di altre regioni che hanno ormai optato per un avvicendamento politico. Basti prendere in considerazione i dati economici di Lombardia, Veneto e della Provincia di Bolzano per capire che il rischio è dietro l’angolo. Loro sono stati in grado di cambiare ed invertire la tendenza ed ora sono nettamente più forti. Anche noi abbiamo bisogno di una svolta e abbiamo bisogno di coraggio nell’affrontare quelle riforme, come quella che interesserà la Pubblica Amministrazione o quella della Polizia Provinciale, che ci permetteranno di dimostrare che meritiamo quello splendido privilegio che è l’autonomia, non solo che la vogliamo.

Queste riforme devono necessariamente essere portate avanti per poter allineare la nostra provincia a quelle regioni europee che sono esempio di efficienza e capacità di crescita. Per questo motivo è necessario snellire la burocrazia creando lo sportello unico, cioè quell’unico ente al quale il cittadino si dovrà rivolgere per poter ottenere i documenti necessari all’apertura e/o implementazione di una attività; un punto di riferimento tale da evitare al cittadino un estenuante pellegrinaggio di ufficio in ufficio per la raccolta di documenti che, a volte, si contraddicono.

Per quanto concerne la sicurezza sarà necessario effettuare una riforma di provincializzazione della Polizia Locale che consenta ad ogni singolo agente di avere competenza su tutto il territorio Provinciale. Contestualmente, nell’ottica del risparmio, nascerà un’unica agenzia che si occuperà degli acquisti dei mezzi e delle attrezzature di cui gli agenti necessiteranno.

Un problema che l’attuale maggioranza sembra ignorare riguarda l’acqua. Mai come negli ultimi anni abbiamo potuto constatare (presumibilmente anche a causa dei cambiamenti climatici) un aumento dei periodi di siccità che hanno portato ad un vertiginoso abbassamento del livello di laghi e fiumi.

Nessun settore si troverà a dover fronteggiare tale problema quanto l’agricoltura trentina. In collaborazione con alcuni esperti stiamo preparando una serie di soluzioni per poter affrontare tale problema. Soluzioni quali l’impiego della microirrigazione da adottare su tutto il territorio provinciale, la costruzione di bacini di piccole dimensioni atti al contenimento dell’acqua ed il trattamento delle acque reflue.

Il Trentino necessita anche di investire nelle infrastrutture realizzando alcune opere come la Valdastico, il raddoppio della Valsugana e la ferrovia delle Valli di Cembra, Fiemme e Fassa che sono di fondamentale importanza per lo sviluppo economico del nostro territorio e che favoriranno il raggiungimento della nostra Provincia da parte dei turisti (categoria fondamentale per l’economia del Trentino).

Oltre a ciò per rilanciare la nostra economia la sburocratizzazione è un elemento di primaria importanza, soprattutto in tema di autonomia fiscale, obiettivo che rimane per noi di fondamentale importanza.

Poter legiferare in materia tributaria (federalismo fiscale) rappresenta un importantissimo riconoscimento per qualsiasi Autonomia. La possibilità di poter condurre le politiche tributarie è necessaria per una maggiore efficienza Pubblica e per instaurare un rapporto di fiducia tra la PA e il Cittadino ove un equo prelievo viene reso sotto forma di servizi efficienti. (a patto che la Classe Dirigente sia in grado di assolvere a tali competenze). 

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